Industria 4.0: a che punto siamo

Industria 4.0
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Industria 4.0 è il piano industriale del Governo Italiano per sostenere le imprese verso una maggiore digitalizzazione e la creazione di un sistema di approvvigionamento, produzione e distribuzione interconnesso. Per molte aziende italiane è un’opportunità irrinunciabile, eppure molte ancora non si sono attivate per conoscerne i dettagli. Facciamo il punto della situazione 

A sei mesi dalla presentazione del piano Industria 4.0, molte cose sono state dette e fatte e molte restano ancora da fare.

Un primo elemento sicuramente positivo è il dibattito che è sorto attorno a questo tema e che ha coinvolto, in egual misura, il mondo politico, economico, imprenditoriale e culturale.

La sfida della digitalizzazione, che è cruciale per permettere alle aziende italiane di “giocare la loro partita a livello globale”, come ha affermato in una recente intervista Marco Gay, presidente dei giovani di Confindustria, implica l’adozione di nuovi paradigmi in cui il risultato può essere dato solo da un sistema interconnesso, in cui tutti gli attori hanno un ruolo di primo piano. In questo senso il Piano del Governo Italiano, non si limita a sostenere lo sviluppo con incentivi fiscali e supporti finanziari per le Imprese, ma prevede la creazione di centri di competenza, facenti capo a Università da sempre in prima linea nell’ambito dell’innovazione, che devono sviluppare le competenze di 200.000 studenti universitari e 3.000 manager specializzati su temi Industria 4.0 e prevede inoltre l’incremento aliquota sul credito di imposta per la ricerca interna alle aziende dal 25% al 50% e limiti di credito massimo per contribuente da 5 a 20 €M.

Un secondo elemento positivo è dato dal fatto che il Piano Industria 4.0 non riguarda unicamente i beni materiali, ma comprende anche beni immateriali, in particolare software e applicativi.

Nelle specifiche fornite dal MISE, è chiarito che se il software è embedded, ovvero è incluso nel bene materiale poiché necessario per il suo corretto funzionamento, l’intero corrispettivo di acquisto fruisce della maggiorazione del 150%, senza bisogno di distinguere la componente materiale da quella immateriale. Invece, se l’acquisto del bene immateriale industria 4.0 avviene nel 2017 ma il software viene utilizzato per impianti acquistati in precedenza, il bonus non spetta. In altri termini, per beneficiare dell’agevolazione sui beni immateriali è necessario che esista almeno un bene materiale che fruisce della maggiorazione del 150%, anche se non direttamente connesso al software acquistato.

Esistono però anche note negative. Secondo i dati degli Osservatori Digitali del Politecnico di Milano il 40% dei top manager ancora non conosce il paradigma di Industria 4.0

Di fatto due imprese su 3 a oggi ancora sottovalutano il pericoloso “digital skill gap”, che aggrava il ritardo nell’adozione del digitale e allarga la forbice della competitività che ci separa dai paesi maggiormente digitalizzati. Sembra quindi che adesso lo sforzo maggiore sia richiesto alle imprese, che devono uscire da una mentalità basata unicamente su concetti materiali e fisici di produzione, per abbracciare la dimensione immateriale della digitalizzazione. È sicuramente un salto culturale, perché implica, da un lato, la rimozione di alcune barriere e l’apertura verso partner tecnologici che possono aiutare ad aumentare l’efficienza e la produttività, dall’altro un forte investimento in formazione, che permetta alle aziende di coltivare al loro interno una competenza digitale, che possa facilitare proprio il dialogo con quelle terze parti.

Lo scenario che porterà alla realizzazione della Fabbrica 4.0, sarà basato su una connettività sempre più diffusa e sempre più veloce, su sistemi di storage evoluti, in grado di immagazzinare e gestire enormi quantità di dati, e su sistemi di Intelligenza Artificiale, capaci di dare un’interpretazione a quella mole di dati. Soluzioni tipiche del mondo ICT, che entra prepotentemente nella gestione della progettazione e della produzione, aprendo la strada verso nuovi scenari, in cui i sistemi intelligenti potranno suggerire aggiustamenti o revisioni dei processi produttivi per ottimizzare l’utilizzo delle risorse, migliorare l’efficienza e, in ultima analisi permettere all’azienda di aumentare competitività e quindi volume d’affari.

Tra le soluzioni all’avanguardia, per aiutare le aziende nel viaggio verso la Fabbrica 4.0, l’analisi “IoT Software Platforms, Q4 2016”, condotta da Forrester sui maggiori produttori internazionali cita: “IBM ha aggiunto alcune significative caratteristiche alla piattaforma, fra cui realtà aumentata, funzionalità cognitive, blockchain, sofisticati strumenti e attività di analisi, e di elaborazione in lingua naturale.Con un forte orientamento verso gli standard open source e un robusto ecosistema di partner globale, IBM è posizionata molto bene per guidare il mercato“.

PPS è Business Partner IBM e sin dalla presentazione del piano Industria 4.0, ha scelto di dedicare attenzione e risorse ai temi della digitalizzazione industriale. Con una serie di newsletter di approfondimento, attraverso una campagna di marketing telefonico e soprattutto con l’inserimento di nuove figure professionali in azienda, PPS si pone come partner in grado di aiutare i propri clienti nella scelta della migliore soluzione tecnologica per Industria 4.0.

Per maggiori informazioni sul Piano Industria 4.0 è disponibile la guida on line sul sito del MISE http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/industria40

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